
Dolci
Budino cachi e cacao
Al pezzo
Budino di cachi e cacao amaro con cannella. Dolce d'autunno, senza zuccheri aggiunti oltre a quelli della frutta.
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Quello che facciamo
37 piatti in catalogo. Gli allergeni sono quelli della scheda, controllati da una persona. I prezzi si chiedono al banco o si leggono sulla pagina del menù in corso.
Tipologia
Senza questi allergeni
Escludere un allergene toglie anche i piatti che lo hanno solo come traccia.
Senza carne né pesce

Dolci
Al pezzo
Budino di cachi e cacao amaro con cannella. Dolce d'autunno, senza zuccheri aggiunti oltre a quelli della frutta.
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Salumi, formaggi e dispensa
Al pezzo, circa 200 g

Secondi e contorni
Porzione da 200 g
Cipolline borettane cotte in agrodolce, morbide e lucide. Contorno che sta bene con i bolliti e con i formaggi, e regge molti giorni in frigorifero. Porzione da 200 g.

Primi pronti
Porzione da 350 g
Vellutata di cipolle cotte lentamente finché diventano dolci. Si scalda in pentola a fuoco basso e si serve con crostini o con un giro d'olio a crudo. Porzione da 350 g.

Primi pronti
Porzione da 350 g
Crema di zucca con mele golden e porri, senza latticini. La mela smorza la dolcezza piena della zucca. Si scalda in pentola a fuoco basso. Piatto vegano, porzione da 350 g.
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Secondi e contorni
Porzione da 200 g

Al chilo

Antipasti
Porzione da 200 g
Rapa bianca, coste giovani e carciofi in agrodolce. Contorno croccante che regge giorni in frigorifero e sta bene con i bolliti e con i formaggi. Piatto vegano, porzione da 200 g.

Pasta fresca
Porzione da 200 g
Gnocchetti sardi, il formato corto e rigato che trattiene il sugo nelle scanalature. Tengono bene la cottura e stanno bene con i sughi di carne e di salsiccia. Porzione da 200 g.

Pasta fresca
Al chilo
Gli gnocchi di patate sono uno dei piatti italiani più tipici e conosciuti al mondo, per la loro consistenza curiosa, forma tonda/ovale e bontà unica.

Primi pronti
Porzione da 200 g
Grano saraceno con radicchio tardivo, zucchine, piselli, olio extravergine e semi di sesamo. Piatto vegano, porzione da 200 g.
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Primi pronti
Porzione da 200 g

Porzione da 200 g
Insalata fredda di trofie, il formato ligure arricciato a mano. Si serve fredda o a temperatura ambiente, ed è un piatto da portare via: non si scuoce e non si attacca. Porzione da 200 g.

Antipasti
Porzione da 200 g
Cetrioli, datterini, feta greca DOP, cipollotti, olive taggiasche e melone d'estate. Porzione da 200 g.

Secondi e contorni
Porzione da 250 g
Lenticchie di Castelluccio con cipolla, sedano, carote e concentrato di pomodoro. Piatto vegano, porzione da 250 g.

Secondi e contorni
Porzione da 150 g
Melanzane con mozzarella, pomodoro, sedano e cipolla, cotte al forno. Si scaldano in forno e si mangiano anche a temperatura ambiente. D'estate, al pezzo.

Torte salate
Porzione da 200 g
Le melanzane alla parmigiana e' uno dei piatti più noti della nostra cucina ma la sua origine è contesa tra tre regioni, Sicilia, Campania ed Emilia-Romagna

Primi pronti
Porzione da 350 g

Secondi e contorni
Porzione da 250 g
Pane integrale, cetrioli, datterini, cipolla di Tropea, basilico e olio extravergine. D'estate, porzione da 250 g.

Salumi, formaggi e dispensa
Porzione da 200 g

Primi pronti
Porzione da 200 g
Zuppa densa di pasta e fagioli, di quelle che si mangiano col cucchiaio. Da scaldare in pentola aggiungendo poca acqua se stringe troppo. Porzione da 200 g.

Secondi e contorni
Porzione da 200 g
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Sughi e condimenti
Al pezzo, circa 200 g
Pesto alla genovese, da mescolare alla pasta appena scolata con un cucchiaio della sua acqua di cottura. Non va mai cotto: il calore spegne il basilico. Vaschetta da 200 g.

Antipasti
Porzione da 200 g

Al chilo

Secondi e contorni
Al pezzo, circa 200 g
Purea di patate e castagne con parmigiano, rosmarino e noce moscata. D'autunno, al pezzo da 200 g.

Secondi e contorni
Porzione da 200 g
Purea di sedano rapa e zucca, più saporita del purè di sole patate. Si scalda in pentola con un goccio di latte o di brodo. Contorno d'autunno, porzione da 200 g.

Primi pronti
Porzione da 200 g
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Al pezzo, circa 200 g
Sugo di sole verdure cotte a lungo, fino a diventare denso come un ragù di carne. Sta bene con la pasta corta e con le lasagne. Vaschetta da 200 g.

Pasta ripiena
Al chilo

Pasta ripiena
Al chilo

Pasta ripiena
Al chilo
Il tortello di zucca nasce nelle cucine delle signorie nobili e, all’inizio del 1900, nelle cucine delle famiglie popolari agricole come piatto della festa della natività e della resurrezione, diventando così piatto tipico, della tradizione e di tutti. La storia dei tortelli di zucca si perde nei meandri dei tempi ma una domanda è fondamentale per affrontare la storia di questo piatto: sono di Mantova o di Ferrara? Il tortello – o raviolo – ripieno di zucca nasce e si sviluppa su due grandi direttrici territoriali: Da Ferrara a Mantova, per proseguire poi per Casalmaggiore, Cremona e infine, Crema (tortelli conditi con burro) e da Mantova a Piadena, per proseguire per Ostiano, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Pavia (tortelli conditi con pomodoro). Parallelamente la storia del tortello di zucca si lega a quello di due grandi famiglie: Gonzaga ed Este. La prima citazione scritta si ha nel 1544 da parte di Cristoforo Messisbugo, cuoco ferrarese che restò per 25 anni a servizio dai Gonzaga a Mantova. Li cita nel suo ricettario con il nome di “turtell” o “riturtell”. Invece a Ferrara i “cappellacci” o i “ritortelli” di zucca sono riportati con il primo “ricettario pubblico Dello Scalco”, datato 1584 con firma di Gianbattista Rossetti, cuoco alla corte del Duca Alfonso II d’Este, ricettario adottato poi da altri cuochi dell’epoca. Dalla corte dei Gonzaga e degli Este, i tortelli di zucca viaggiano di città in città, soprattutto al seguito degli eccellenti cuochi ebrei, cacciati con gli editti del 1629-30. Durante il viaggio culinario anche gli ingredienti subiscono delle modifiche e dalla ricetta originale mantovana e ferrarese si giunge fino a Crema (con i turtei cremasch) dove stranamente la zucca scompare, mentre restano gli altri componenti del ripieno. Andando verso Piadena (troviamo i turtel e salsa) e successivamente verso Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Pavia si comincia ad usare il sugo di pomodoro, molto molto abbondante, che viene preparato con cipolla dolce e abbondante grana grattugiato. In altre città si alternano i condimenti – per esempio burro fuso e grana, o pomodoro – con la variante di pomodoro e funghi di Parma e Piacenza. La forma varia da città a città, ma talvolta anche da famiglia a famiglia, da tortello a cappellaccio, da quadrato a rotondo a mezzaluna, con una sfoglia sempre sottile e, nel nostro caso di pasta di semola (ci perdoneranno i puristi che esigono pasta all’uovo). La composizione è molto semplice: pasta sfoglia (la sfoglia deve avere uno spessore da sottile a medio sottile) con ripieno di zucca al forno (quasi caramellata), parmigiano vegano e noce moscata. La forma può essere a cappellaccio, rotonda, quadrata, rettangolare, mezza luna, ritorta… cuoceteli al dente e serviteli su un piatto caldo.

Primi pronti
Porzione da 200 g
Piatto dalle origini antiche e simbolo della tradizione toscana, la ribollita ne testimonia l'origine povera e contadina.

Primi pronti
Porzione da 200 g
Riso cotto per assorbimento, tostato e poi lasciato bere il brodo senza mescolare: resta sgranato, il contrario del risotto. Contorno per carne e pesce in umido. Porzione da 200 g.

Sughi e condimenti
Porzione da 200 g
Salsa di noci. Ricetta ligure originale. Noci aglio e maggiorana. Pochi semplici ingredienti per una salsa da mangiare in mille modi.

Dolci
Al pezzo, circa 200 g

Secondi e contorni
Porzione da 200 g
Verdure di stagione stufate a fuoco basso nel loro liquido, senza bollirle. Contorno che sta bene tiepido o freddo, e si accompagna a carne come a pesce. Porzione da 200 g.
Tutti i piatti sono preparati nella stessa cucina: c'è rischio di contaminazione crociata fra gli allergeni. Gli allergeni indicati sono quelli della scheda del prodotto, controllati da una persona, non dedotti dal nome del piatto.
Il nostro laboratorio non produce alimenti senza glutine: lavoriamo farina di frumento tutti i giorni.