21 settembre 2026

In Svizzera il confine fra due lingue si chiama come un piatto di patate

Gli svizzeri chiamano Röstigraben la frattura fra la parte tedesca e quella francese del Paese. Alla lettera: il fossato del rösti. E il piatto è arrivato nel nome molto dopo il fossato.

Rosti di patate

In Svizzera il confine fra la parte che parla tedesco e quella che parla francese ha un nome, e il nome è un piatto: Röstigraben, il fossato del rösti. Graben vuol dire proprio questo, fossato, trincea.

Il Dizionario storico della Svizzera è onesto sul punto: l'origine esatta dell'espressione non si conosce. L'immagine del fossato nasce all'inizio della Prima guerra mondiale, quando la Svizzera francese parteggiava per la Francia e quella tedesca per la Germania. Il rösti — patate grattugiate e rosolate in padella, piatto contadino bernese — viene attaccato a quel fossato molto più tardi, probabilmente solo fra gli anni Settanta e Ottanta, quando i giornali presero a raccontare un Paese spaccato in due. Oggi la parola torna fuori a ogni votazione federale in cui le due metà votano in modo diverso, e per la Svizzera italiana i media hanno coniato per analogia il Polentagraben.

Vale la pena fermarsi un attimo qui: un Paese intero ha deciso che il modo più chiaro per dire «su questo la pensiamo diversamente» era nominare una padella di patate.

Da noi il rosti non divide niente. È in gastronomia, si scalda in padella o in forno e regge accanto a qualunque cosa: una fetta di carne, un uovo, delle verdure stufate.

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