4 novembre 2026

In Svizzera il confine fra due lingue si chiama «fossato del rösti»

Röstigraben: una frittella di patate grattugiate dà il nome alla linea invisibile che separa la Svizzera tedesca da quella francese. Per il Ticino i giornali hanno inventato il Polentagraben.

Una rosti monoporzione impiattata

In Svizzera c'è un confine che non sta su nessuna carta geografica e che tutti sanno dov'è. Lo chiamano Röstigraben, il fossato del rösti: da una parte si parla tedesco, dall'altra francese, e in mezzo — dicono — c'è una frittella di patate grattugiate.

Il Dizionario storico della Svizzera è onesto: l'origine dell'espressione «è tuttora ignota». L'immagine del fossato risale all'inizio della prima guerra mondiale, quando la Svizzera francofona guardava alla Francia e quella germanofona alla Germania. Il rösti sarebbe stato aggiunto molto più tardi, probabilmente fra gli anni Settanta e Ottanta, quando i media regionali presero a usare l'espressione per raccontare le votazioni che spaccavano il paese. I francofoni hanno risposto a tono: barrière de rösti, e perfino rideau de rösti, la cortina di rösti.

Poi il gioco è andato avanti. Per il Ticino i giornali hanno coniato Polentagraben; e ci sono un Bratwurstgraben e un Läckerligraben per altre divisioni interne. In Svizzera, insomma, i confini si chiamano con il nome di quello che si mangia di qua e di là.

Il rösti vero pretende poco e non perdona la fretta: patate grattugiate, una padella, e si aspetta che la crosta si stacchi da sola. I nostri rosti di patate sono in gastronomia questa settimana, da riscaldare in padella o in forno.

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