7 novembre 2026

Come si convince un equipaggio a mangiare i crauti

Nel 1769 James Cook aveva quasi tre tonnellate e mezzo di crauti in stiva e un equipaggio che non ne voleva sapere. Risolse senza dare un ordine.

Aprile 1769, la Endeavour arriva a Tahiti. Nella stiva James Cook ha imbarcato 7.860 libbre di «sour krout», quasi tre tonnellate e mezzo di cavolo fermentato: due libbre a settimana per ogni uomo, razione fissata dal Victualling Board della Marina. Il problema è che nessuno lo mangia.

Cook non dà un ordine. Il 13 aprile annota sul diario di aver messo in pratica un metodo che non ha mai visto fallire con i marinai: far cucinare i crauti ogni giorno per la tavola della cabina, quella degli ufficiali, e lasciare l'equipaggio libero di prenderne quanti ne voleva, o niente. Una settimana dopo dovette razionarli, perché ne volevano troppi.

La chiosa è sua: tali sono i caratteri dei marinai in generale, scrive, che qualunque cosa diate loro fuori dall'ordinario non andrà giù, e sentirete solo mugugni contro l'uomo che l'ha inventata; «ma nel momento in cui vedono che i loro superiori le danno valore, diventa la cosa più bella del mondo», e l'inventore un onest'uomo. Il passo del diario è trascritto nello studio di E. H. Kodicek per la Royal Society, 1969.

Il cavolo fermentato è rimasto quello: cappuccio, sale, tempo. Questa settimana sta nell'insalata di crauto, con acciuga, aceto di mela e uva secca.

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