3 novembre 2026

A Piacenza la futura nuora si giudicava dal callo sul pollice

Prima di dare il benestare alle nozze, racconta la tradizione piacentina, la suocera chiedeva di vedere il pollice destro della ragazza. Cercava il callo di chi aveva fatto pisarei per anni.

Un piatto finito di pisarei con la salsa ai fagioli

Si racconta che a Piacenza, prima di dare il benestare al matrimonio, la futura suocera chiedesse alla ragazza di mostrare la mano destra. Non guardava l'anello: guardava il pollice. Cercava il callo.

Il pisarello si fa così: un filo di pasta di farina e pangrattato, un pezzetto staccato con la mano e schiacciato contro il tagliere con la punta del pollice, che lo arriccia. Uno alla volta, a centinaia. Chi li aveva fatti per anni aveva la pelle ispessita in quel punto, e quello valeva più di qualunque presentazione. L'aneddoto è attribuito ad Anna Gosetti della Salda e lo ripete l'ufficio turistico di Piacenza: va preso per quello che è, un racconto di famiglia più che un documento d'archivio.

Il piatto, quello, ha una storia più solida: pasta e fagioli dei pellegrini della via Francigena, che nelle locande e nei conventi piacentini trovavano gnocchetti di pane e farina dentro una zuppa di legumi. I borlotti sono arrivati dopo l'America; prima c'erano i fagioli dell'occhio. Dal giugno 2010 i pisarei hanno la Denominazione Comunale di Piacenza.

Questa settimana i pisarei e fasò sono in gastronomia da noi. Il callo sul pollice ce l'abbiamo noi: voi vi portate a casa il piatto.

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