2 ottobre 2026

A Bologna la tagliatella ha una misura depositata. La leggenda, invece, è del 1931

La larghezza della tagliatella bolognese è registrata dal 1972, con un campione in oro dentro una teca. La storia dei capelli di Lucrezia Borgia, invece, l'ha scritta un umorista nel Novecento.

Una matassa di tagliatelle

Nel 1931 l'illustratore e umorista bolognese Augusto Majani interviene nella «questione delle tagliatelle» con un racconto: nel 1487 Giovanni II Bentivoglio avrebbe chiesto al cuoco di corte, mastro Zefirano, un piatto speciale per il passaggio di Lucrezia Borgia in viaggio verso Ferrara, e il cuoco avrebbe tagliato la sfoglia a nastri sottili ispirandosi ai suoi capelli biondi. La storia funziona così bene che gira ancora oggi come se fosse un fatto. Non è un documento del Quattrocento: è una pagina del Novecento, e chi se ne occupa oggi la presenta per quello che è, una leggenda con un autore e una data.

Quello che invece sta scritto nero su bianco viene molto dopo. Il 16 aprile 1972 la misura della tagliatella viene depositata al Palazzo della Mercanzia, vecchia sede della Camera di commercio di Bologna: sette millimetri da cruda, circa otto da cotta, spessore sei-otto decimi di millimetro. In una teca c'è il campione, una tagliatella d'oro. E nella definizione la larghezza giusta è data anche come la 12.270esima parte della Torre degli Asinelli: un modo molto bolognese di far capire che su certe cose non si scherza.

La sfoglia qui la tiriamo ogni mattina. Le tagliatelle sono nel menù di questa settimana: la misura la può venire a controllare col metro.

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