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Un vassoio di legno con una trentina di tortelli di pasta fresca crudi, allineati sulla carta da forno infarinata

Quello che facciamo

Pasta ripiena, senza uova e derivati

5 piatti in catalogo. Gli allergeni sono quelli della scheda, controllati da una persona. I prezzi si chiedono al banco o si leggono sulla pagina del menù in corso.

5 risultati su 169 piatti a catalogo.
  • Dalla sardegna la ricetta originale (approvata da un sardo)  per i nostri culargiones

    Pasta ripiena

    Culargiones

    Al chilo

    Ravioli sardi con ricotta di pecora e formaggio semistagionato di pecora, chiusi a spiga. Al chilo, porzione consigliata 150 g.

    Tutto l'anno
    • Allergene: Cereali contenenti glutine
    • Allergene: Latte e derivati (incluso lattosio)
  • Versione vegana dei nostri ravioli di stracotto.

    Pasta ripiena

    Ravioli con brasato di seitan

    Al chilo

    Tutto l'annoVegano
    • Allergene: Cereali contenenti glutine
    • Allergene: Frutta a guscio
    • Allergene: Sedano e derivati
    • Allergene: Anidride solforosa e solfiti
  • Versione vegana di un piatto tradizionale. Stesso sapore, niente latticini

    Pasta ripiena

    Ravioli di zucca vegani

    Al chilo

    Il tortello di zucca nasce nelle cucine delle signorie nobili e, all’inizio del 1900, nelle cucine delle famiglie popolari agricole come piatto della festa della natività e della resurrezione, diventando così piatto tipico, della tradizione e di tutti. La storia dei tortelli di zucca si perde nei meandri dei tempi ma una domanda è fondamentale per affrontare la storia di questo piatto: sono di Mantova o di Ferrara? Il tortello – o raviolo – ripieno di zucca nasce e si sviluppa su due grandi direttrici territoriali: Da Ferrara a Mantova, per proseguire poi per Casalmaggiore, Cremona e infine, Crema (tortelli conditi con burro) e da Mantova a Piadena, per proseguire per Ostiano, Reggio Emilia, Parma, Piacenza, Pavia (tortelli conditi con pomodoro). Parallelamente la storia del tortello di zucca si lega a quello di due grandi famiglie: Gonzaga ed Este. La prima citazione scritta si ha nel 1544 da parte di Cristoforo Messisbugo, cuoco ferrarese che restò per 25 anni a servizio dai Gonzaga a Mantova. Li cita nel suo ricettario con il nome di “turtell” o “riturtell”. Invece a Ferrara i “cappellacci” o i “ritortelli” di zucca sono riportati con il primo “ricettario pubblico Dello Scalco”, datato 1584 con firma di Gianbattista Rossetti, cuoco alla corte del Duca Alfonso II d’Este, ricettario adottato poi da altri cuochi dell’epoca. Dalla corte dei Gonzaga e degli Este, i tortelli di zucca viaggiano di città in città, soprattutto al seguito degli eccellenti cuochi ebrei, cacciati con gli editti del 1629-30. Durante il viaggio culinario anche gli ingredienti subiscono delle modifiche e dalla ricetta originale mantovana e ferrarese si giunge fino a Crema (con i turtei cremasch) dove stranamente la zucca scompare, mentre restano gli altri componenti del ripieno. Andando verso Piadena (troviamo i turtel e salsa) e successivamente verso Reggio Emilia, Parma, Piacenza e Pavia si comincia ad usare il sugo di pomodoro, molto molto abbondante, che viene preparato con cipolla dolce e abbondante grana grattugiato. In altre città si alternano i condimenti – per esempio burro fuso e grana, o pomodoro – con la variante di pomodoro e funghi di Parma e Piacenza. La forma varia da città a città, ma talvolta anche da famiglia a famiglia, da tortello a cappellaccio, da quadrato a rotondo a mezzaluna, con una sfoglia sempre sottile e, nel nostro caso di pasta di semola (ci perdoneranno i puristi che esigono pasta all’uovo). La composizione è molto semplice: pasta sfoglia (la sfoglia deve avere uno spessore da sottile a medio sottile) con ripieno di zucca al forno (quasi caramellata), parmigiano vegano e noce moscata. La forma può essere a cappellaccio, rotonda, quadrata, rettangolare, mezza luna, ritorta… cuoceteli al dente e serviteli su un piatto caldo.

    AutunnoVegetariano
    • Allergene: Cereali contenenti glutine
    • Allergene: Frutta a guscio
  • Fave menta e pecorino. Dalla tradizione laziale. Non è un allergene ma CONTIENE FAVE

    Pasta ripiena

    Ravioli fave,menta e pecorino

    Al chilo

    Pasta all'uovo ripiena di fave fresche, patate e pecorino: l'abbinamento del Primo maggio romano portato dentro il raviolo. Di primavera, al chilo, porzione consigliata 150 g.

    Primavera
    • Allergene: Cereali contenenti glutine
    • Allergene: Latte e derivati (incluso lattosio)

Tutti i piatti sono preparati nella stessa cucina: c'è rischio di contaminazione crociata fra gli allergeni. Gli allergeni indicati sono quelli della scheda del prodotto, controllati da una persona, non dedotti dal nome del piatto.

Il nostro laboratorio non produce alimenti senza glutine: lavoriamo farina di frumento tutti i giorni.