26 settembre 2026

Un rombo troppo grande per la padella: a Roma convocarono il consiglio dell'imperatore

Nella quarta satira di Giovenale un pescatore regala a Domiziano un rombo enorme. Manca un tegame della misura giusta, e l'imperatore riunisce i suoi consiglieri per risolvere il problema.

Un piatto con rombo e lenticchie in umido

Un pescatore tira su nell'Adriatico, davanti al tempio di Venere ad Ancona, un rombo di dimensioni fuori scala. Siamo sotto Domiziano, e il pescatore sa come vanno le cose: vendere una bestia così è chiedersi da chi arriverà la delazione. Così la porta a palazzo e la regala all'imperatore, che si gonfia di orgoglio — Giovenale scrive che il mostro marino si è fatto prendere di sua volontà. Poi arriva il problema serio: nessun tegame della casa imperiale è abbastanza grande. Domiziano convoca i suoi consiglieri, quelli che detesta e che lo adulano, Pegaso, Crispo, Acilio, Montano, Crispino. Si discute. Vince Montano, che propone di far costruire un recipiente su misura e di portarsi dietro in pianta stabile i vasai giusti. Va detto che questa è una satira, non una cronaca: Giovenale la scrive per prendersi gioco dei cortigiani, e quanto ci sia di vero nel rombo non lo sappiamo. Resta il gusto della scena, e resta il rombo: da noi questa settimana è con le lenticchie, e per quello un tegame normale basta.

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